lunedì 26 luglio 2010

L'insalata di pomodori

Ho cucinato un'insalata di pomodori
forse mia madre non mi ha mai insegnato come farla
ma ricordo come guardavo le sue mani
così ho imparato.
Mi sembrava che facesse tutto con le mani mia madre
avesse potuto usarle come coltello
avrebbe di certo affettato i pomodori
poi la cipolla
no, non troppo grande
ma riconoscibile
così nessuno è costretto a mangiarla.
A lei piaceva, la mangiava di gusto
ed adesso che sono io a prepararla
condivido i suoi gusti in lontananza.
Capisco come iniziava ad amare
ad assaporare
ogni ingrediente dalle mani
sì accarezzo questi pomodori con l'olio
e sento il calore nel cuore
mischiando l'origano
respiro il profumo della cucina
della cucina di mia madre.
Mi mancherà la sua profonda, ingenua conoscenza dei cibi
delle piccole cose
un giorno lo so, mi mancherà.
Ma tra le mani avrò sempre il sapore delle sue dita.

domenica 25 luglio 2010

L'assenso della Luna

Se avessi dita, Luna
e potesse la tua fissità vestirsi dei suoi occhi
sicchè gusto avesse contemplarti
saresti, in questa sospesa ora
un amplesso la cui sazietà fredda non mi appaga.
Tornassimo a te, fedele amica,
anche stanotte
ancora schiavi dei tuoi moti
consumati sotto il tuo bianco chiarore
i nostri corpi, che sfiancati
dal fuoco d'interminabili ore d'amore
hai visto interrompersi ma senza mai placarsi
addormentarsi, solo al risveglio di un accecante sole
giungessimo a te, Luna, adesso.
Non si è mai abbassata la marea da quando l'ho incontrata
colpita, schiantata
con le vertebre spaccate
le vene tagliate
la pelle scorticata, arsa, bruciata
viva
non ho cercato scampo.
Ti affido il mio segreto Luna
la pioggia non smetterà di bagnarla
e l'inverno ci troverà, ancora, come scorza nuda.

giovedì 15 luglio 2010

Pelle greco-brasile

Anelito al vuoto questo Pathos
slancio che incolmabile tende all'infinito.
Indissolubile Eros
creatore d'immagini, dannate e salvifiche
istilla nettare e ambrosia oltre le tempie.
Plasma ai miei occhi, figlio di Iride, tre donne
e fanne una sola imperatrice del centro.
Oh nudità di Selene che ritornano nell'assenza
come Rio delle Amazzoni mi hanno stregata
Oh mani di Artemide, voluttuose cascate nella foresta
Oh pelle di Proserpina, fumante scogliera di arcipelaghi vulcanici.
Nostalgia si rinnova, sognando terre latine
presente mancanza che nutre il desiderio.

lunedì 12 luglio 2010

Stordita

Capogiri mi scuoiano la pelle
abbandonata, stordita in solitarie sponde
chiodi mi spezzano le clavicole
corteccia spaccata che piange miele
oceani mi ardono le carni
sotto un'accetta che perfora insano ventre
Voglio sabbia negli occhi
spine nella gola
corde ai piedi
respiro un'altra vita
ed anche urlare è fatica per le mani.
La debolezza delle membra è un mistero del cuore.

mercoledì 7 luglio 2010

germogli

Come albero senza radici
sprofondo in terreni sconosciuti, caldamente gelidi
Come arbusti aridamente fertilizzati
le membra percosse dal vento
Afa e sabbia colpiscono i rami
ma le foglie hanno insaziabile sete
Neve che brucia solo frutti prematuri.

Omicida

Entrato senza parlare, senza un fiato
centrato nello stomaco
senza toccare, senza un morso.
Rubato senza permesso
macchiato nella gola
sporcato di carne di un altro amplesso.
sacro demone, incedente vampiro
dolcemente cullata dalle tue dita
dolcemente stuprata dai tuoi denti.
Tagliare e suturare altri occhi, altre mani
leccare questo sangue per farne meraviglia.

domenica 4 luglio 2010

Senz'acqua

non esiste abitudine alla mancanza
è struggente silenzio di foglie che non riesci più a ricordare
che non hai mai visto scivolare.
che passi hai camminato quando eri straniera?
quali fiori hai colto prima che arrivasse l'ultimo inverno?
onde e tramonti non mi accarezzano di pace
sbrano singhiozzi che non puoi sentire
cedo ad una fobia di lacrime
e mentre sgocciolo tra le onde
tu guardi rivoli lontani.
muoio di sete
come fiato sciolto senza carezze.