Se da un momento all'altro cade cosa succede?
Se brucia d'improvviso cosa fa?
Se declina non cade?
Ma se non cade è in volo?
Come prima è pungente
porge la schiena piegata sull'anime
si reclina alle ossa
ma ora dolce
dietro
prima dei piedi.
Oliate d'azzurro
inebriate come piovesse
e intrecciandosi su ondate di lana
ora riparo
senza scampo
lunedì 28 novembre 2011
domenica 20 novembre 2011
Angela
Di questo sostare sulla tua tomba
non colgo la terra che ti riscosse
del salto del senso nel mio guardarti
non perdo più le mai avute sponde
Dalle tue carni
asilo di perduto amore
riemergo esanime
e bianco sale
nel pianto di un rapace
un venefico ricordo
Gigli vanno
oltre il palpito
io
resto
senza volo.
non colgo la terra che ti riscosse
del salto del senso nel mio guardarti
non perdo più le mai avute sponde
Dalle tue carni
asilo di perduto amore
riemergo esanime
e bianco sale
nel pianto di un rapace
un venefico ricordo
Gigli vanno
oltre il palpito
io
resto
senza volo.
giovedì 3 novembre 2011
Entropia
Ormoni chimici
si scambiano panni
vagiti e vomiti
d' attrazioni e abbandoni.
Poli doppi
dolori parlanti
di tanghi e instabili carni
s'interrogano in cuori chiusi.
Amare sono le lingue
che trafugano le ferite
urla di fiamme
sulla sovrana musa.
Lei
sempre lei
come entropia
e d'impossessanti violini
la bacchetta
dentro
e fuori
le orecchie.
si scambiano panni
vagiti e vomiti
d' attrazioni e abbandoni.
Poli doppi
dolori parlanti
di tanghi e instabili carni
s'interrogano in cuori chiusi.
Amare sono le lingue
che trafugano le ferite
urla di fiamme
sulla sovrana musa.
Lei
sempre lei
come entropia
e d'impossessanti violini
la bacchetta
dentro
e fuori
le orecchie.
lunedì 24 ottobre 2011
Fine
Non più mi parlano gli animi
silenti lacrime,
ed anche gli oggetti hanno deposto la voce.
Le ombre hanno perso l'oscuro
e i chiari non più mi scaldano.
I colori invece chiamano
urlano e puzzano
e stingono gli occhi d'inchiostro.
Nel ghiaccio della pelle
ho abbandonato le carni
e canti innalzo al cielo
senza avere più nulla da chiedere.
silenti lacrime,
ed anche gli oggetti hanno deposto la voce.
Le ombre hanno perso l'oscuro
e i chiari non più mi scaldano.
I colori invece chiamano
urlano e puzzano
e stingono gli occhi d'inchiostro.
Nel ghiaccio della pelle
ho abbandonato le carni
e canti innalzo al cielo
senza avere più nulla da chiedere.
domenica 9 ottobre 2011
Solchi
Non c'è silenzio che sia cura
nell'affanno iniziale del vento
fiati
distanti respiri
che rovistano le ossa.
è penombra agli occhi
la traiettoria del fumo,
assenti le dita
in trecce di capelli sulla carta.
Dipinge
tra le unghie e la terra
dipingo
morsi alla labbra,
mi cancella,
iride e pupille
mi cancello
e lascia
sottocute
solchi.
nell'affanno iniziale del vento
fiati
distanti respiri
che rovistano le ossa.
è penombra agli occhi
la traiettoria del fumo,
assenti le dita
in trecce di capelli sulla carta.
Dipinge
tra le unghie e la terra
dipingo
morsi alla labbra,
mi cancella,
iride e pupille
mi cancello
e lascia
sottocute
solchi.
martedì 13 settembre 2011
Stinti
Muore di noi l'abbaglio
un sogno smagliato
che mai ci rese ciechi
per trovarci al solo fremito della mano.
Ormai tulipani spenti
girasoli perduti
ci portiamo
presso nessuna casa.
Cadiamo
piegati a testa in su
a guardare la nostra salma che spira esanime.
Restituiamo alla terra quel sole rifiutato
abbandoniamo colori che ancora non ci macchiano
siamo, stinti
stinti da noi stessi.
I petali precipitano
nel tempo che s'è sperso,
nelle mai avute radici
lamenti e lacrime
affilano un canto,
poca è la paura
che mai ruppe,
la cima
di quegli scalini.
un sogno smagliato
che mai ci rese ciechi
per trovarci al solo fremito della mano.
Ormai tulipani spenti
girasoli perduti
ci portiamo
presso nessuna casa.
Cadiamo
piegati a testa in su
a guardare la nostra salma che spira esanime.
Restituiamo alla terra quel sole rifiutato
abbandoniamo colori che ancora non ci macchiano
siamo, stinti
stinti da noi stessi.
I petali precipitano
nel tempo che s'è sperso,
nelle mai avute radici
lamenti e lacrime
affilano un canto,
poca è la paura
che mai ruppe,
la cima
di quegli scalini.
domenica 7 agosto 2011
Plumeria
Chiederei nuova fiamma
sulla mia pelle
che di brividi ustiona,
se di meraviglia pistilli
rugassero ancora
nudi sorrisi.
Di tumultuose quiete
s'avvampano le carni,
intrecci di doni,
di te Bella.
Oltre le labbra
oltre i denti
sei bella,
dietro gli occhi
sotto le pupille
e più oltre
sei bella.
Possano sfiorarsi
fili di plumeria
e di spontanea forma,
del profumo,
che dalle narici
fino alle tempie m'arde.
sulla mia pelle
che di brividi ustiona,
se di meraviglia pistilli
rugassero ancora
nudi sorrisi.
Di tumultuose quiete
s'avvampano le carni,
intrecci di doni,
di te Bella.
Oltre le labbra
oltre i denti
sei bella,
dietro gli occhi
sotto le pupille
e più oltre
sei bella.
Possano sfiorarsi
fili di plumeria
e di spontanea forma,
del profumo,
che dalle narici
fino alle tempie m'arde.
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